Letta, c'è la fiducia della Camera
Con 397 sì, 212 no e 2 astenuti il Governo Letta ha ottenuto questo pomeriggio la fiducia della Camera. "Sono qui per chiedere il voto di fiducia per un nuovo inizio con obiettivi realizzabili e tempi certi per evitare di gettare nel caos il paese quando è in grado di rialzarsi" erano state le prime parole del premier in aula che ha poi voluto "ringraziare le forze ordine per la fedeltà ai valori repubblicani che dimostrano ogni giorno". L'obiettivo del premier è di "lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos il paese proprio nel momento in cui è in grado di rialzarsi".
15 AGO 20

Con 397 sì, 212 no e 2 astenuti il Governo Letta ha ottenuto questo pomeriggio la fiducia della Camera. "Sono qui per chiedere il voto di fiducia per un nuovo inizio con obiettivi realizzabili e tempi certi per evitare di gettare nel caos il paese quando è in grado di rialzarsi" erano state le prime parole del premier in aula che ha poi voluto "ringraziare le forze ordine per la fedeltà ai valori repubblicani che dimostrano ogni giorno". L'obiettivo del premier è di "lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos il paese proprio nel momento in cui è in grado di rialzarsi".
Per Letta "confermare il voto di fiducia del 2 ottobre scorso significa segnare discontinuità e distinguere tra un prima e un dopo". "Accettando l'incarico dalle mani del Capo dello Stato – ha proseguito – a cui ogni giorni va il nostro ringraziamento, avevo detto che il mio non sarebbe stato un governo a tutti i costi e non lo è stato. Il rispetto della legalità era un limite da non oltrepassare, quel limite non è stato oltrepassato, per far questo mi sono preso anche il rischio di andare a casa ma questo ci ha dato forza e questa forza ora deve essere usata per il bene del paese".
Poi un commento su Grillo e sulle forze populiste: "Si tenta di immiserire questa aula con parole e azioni illegitime, figlie di una cultura politica che mette all'indice i giornalisti, avalla la violenza e vuole fare maceria degli edifici stessi della democrazia rappresentativa". Senza mai citarlo, il premier Letta ha criticato così il leader del M5s raccogliendo il primo, lungo applauso del suo discorso di fiducia alla Camera.
Quanto ad Alfano e Renzi, Letta ha chiarito che "oggi ci sono le condizioni per realizzare un patto di governo per il 2014, in questo aiutano le sollecitazioni componibili espresse dal nuovo leader del Pd, del Nuovo centrodestra" e delle altre componenti della maggioranza.
FINANZIAMENTO AI PARTITI - "Completare definitivamente con tutti gli strumenti a disposizione entro l'anno" la riforma del finanziamento ai partiti, perché "troppi sono i mesi passati" dall'inizio della discussione. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo intervento alla Camera.
LA LEGGE ELETTORALE - Bisogna andare "verso un meccanismo maggioritario". Lo ha detto il premier Enrico Letta, alla Camera, parlando di riforma elettorale. "Ora si deve facilitare la scelta dei cittadini e creare un legame tra elettori e eletti. Nessuno pensi a una legge punitiva verso altri: governo, maggioranza, il Parlamento tutto lavorino per dare pronta attuazione alla sentenza della Consutla e restituire la scelta ai cittadini", ha detto Letta.
Ha parlato per la metà del tempo rispetto al discorso sulla fiducia, in sede di replica, il presidente del Consiglio Enrico Letta: 25 minuti, dalle 12.06 alle 12.31 contro i 50 minuti che aveva impiegato a inizio di seduta nell'Aula della Camera. Al premier sono arrivati applausi quando ha difeso i giornalisti dalla "gogna" mediatica creata dal leader di M5s, Beppe Grillo, su Facebook, costringendo la presidente della Camera Laura Boldrini a intervenire per calmare la reazione dei deputati grillini.
Durante la sua replica il premier ha anche risposto a Mara Carfagna (che aveva preso la parola in rappresentanza di Forza Italia) ribadendo la separazione tra le vicende giudiziarie di Berlusconi e le vicende politiche. Letta ha anche sottolineato la fine della recessione certificata dai dati Istat e la riduzione dei tassi di interesse, asserendo di non avere "la bacchetta magica per far crescere in pochi mesi il Pil di un paio di punti". Applauditi il no al populismo di Letta, la proposta di eliminare le Province dalla Costituzione, la solidarietà alla scelta ''dolorosa'' di Ncd di separarsi dai colleghi del Pdl che hanno dato vita a Forza Italia e l'esaltazione della democrazia registrata con le primarie per la scelta del nuovo segretario del Partito democratico.
Alle accuse di disonestà lanciate dai deputati del M5s, Letta ha risposto in maniera decisa ricordando come "Qui siamo tutti cittadini, parliamo tutti a nome dei cittadini, e credo che questo tema di dare agli altri dell'essere disonesti è un tema in quest'aula i-nac-cet-ta-bi-le". L’accusa rivolta al Presidente del consiglio era arrivata dopo il rilancio da parte del deputato pentastellato Nuti della polemica sulla messa alla gogna dei giornalisti definita dal premier come “una gaffe da parte di Grillo”. “In democrazia chi si sente leso – ha risposto Letta – può sempre rivolgersi alla magistratura”.